LA BCE DETTA LE NUOVE REGOLE DI VALUTAZIONE DEGLI NPLs

Per le banche italiane l’impatto sará di 4 mld ma è ritenuto sostenibile.

Il legislatore europeo sta aggiornando i parametri di valorizzazione dei crediti in bilancio per le banche europee rendendoli più stringenti. Le linee guida della BCE sulla gestione degli NPL prevedono la necessità di predisporre adeguati accantonamenti e riduzioni per le esposizioni deteriorate in tempi brevi con l’obiettivo di rendere i bilanci bancari più solidi e di permettere alle banche di erogare maggiore credito.

L’Addendum predisposto da BCE si pone come fine quello di integrare queste linee guida sugli NPL, rendendole come detto più stringenti e stimando dei livelli minimi prudenziali di accantonamento per le esposizioni deteriorate. Le stime per gli accantonamenti tengono ora conto anche dell’ammontare di tempo per cui un’esposizione è definita deteriorata dall’istituto, distinguendo tra quelle garantite e quelle non garantite. L’Addendum predisposto dalla Banca Centrale Europea prevede quindi delle svalutazioni più elevate per quei crediti considerati dalle banche come deteriorati da un certo numero di anni e non garantiti. Quest’ulteriore regolamentazione è stata introdotta per evitare che elevati importi di NPL con scarse garanzie rimanessero iscritti nei bilanci bancari per un numero eccessivo di anni; si ritiene infatti che i crediti deteriorati debbano essere aggregati in modo tempestivo per via dei loro effetti dannosi sull’economia. Le regole aggiuntive dettate nell’Addendum sugli NPL si applicano a tutte le banche significative sottoposte a vigilanza diretta da parte della BCE; queste non intendono sostituire le regole dettate dalle linee guida e dalle altre disposizioni e non sono vincolanti per le banche che devono però motivare la mancata applicazione e il mancato raggiungimento dei requisiti minimi richiesti.

La disciplina definita nell’Addendum in un certo senso rivoluziona il trattamento degli NPL, prevedendo che, a partire dall’1 aprile 2018, tutti i crediti in bonis che verranno riclassificati come deteriorati saranno considerati Non Performing Loans e, per questo, soggetti a vigilanza prudenziale. Queste disposizioni non sono vincolanti per le banche ma rientrano nelle aspettative della BCE; dal punto di vista quantitativo, queste regole prevedono che, per le esposizioni non garantite, dopo due anni dalla riclassificazione a NPLs sia prevista un accantonamento del 100%. Per quanto riguarda invece gli NPL garantiti l’Addendum segue un approccio più graduale a partire dal terzo fino al settimo anno (si veda la tabella in calce per lacopertura delle esposizioni deteriorate proposta nell’Addendum sugli NPL e l’immagine per il funzionamento del meccanismo previsto dall’Addendum).

Le disposizioni previste dall’Addendum della BCE non prevedono però degli automatismi nell’applicazione delle regole sopra esposte bensì delle valutazioni caso per caso sulle diverse situazioni; le banche europee soggette alla disciplina dell’Addendum avranno un periodo tempo per adeguarsi alle aspettative delineate dalla BCE, la disciplina sarà infatti applicata da aprile 2018 ma la vigilanza in materia scatterà dal 2021.

Le regole definite nell’Addendum saranno applicate come detto in uguale misura in tutte le banche significative dell’UE, anche a quelle italiane. Si rende quindi necessario comprendere e definire quale sarà l’impatto dell’Addendum anche per le nostre banche; secondo recenti stime il costo per le banche significative italiane sarà al massimo di circa 4.5 miliardi di Euro. L’effetto è sicuramente minore rispetto a quello stimato appena dopo l’introduzione delle regole dettate nell’Addendum; merito sicuramente di alcuni fattori che hanno contribuito a ridurre gli accantonamenti inizialmente previsti. Innanzitutto il lavoro fatto dalle banche italiane sui loro bilanci che hanno proceduto preventivamente a ridurre in questi mesi le esposizioni deteriorate ha portato a ridurre gli accantonamenti inizialmente stimati. Il miglioramento generale delle condizioni economiche in Italia, l’applicazione dei nuovi principi di valutazione contabile definiti dall’IFRS 9 e la riduzione del flusso di nuovi NPL hanno contribuito a raggiungere questo risultato.

È quindi in una situazione di redditività discendente e volatile e in cui è però molto difficile per gli istituti implementare delle possibili soluzioni e innovazioni che si può contestualizzare il sistema bancario italiano dei nostri giorni. La nota positiva è che nel complesso il sistema bancario ha retto alla crisi economica e gli stress test europei lo confermano, anche se permangono le difficoltà nella gestione degli NPLs.

Andrea T.