RISO GALLO, PASSIONE A CONDUZIONE FAMILIARE

Nasce a Genova nel 1856, fondata dalla famiglia Preve. Riso Gallo è una delle società più affermate, in Italia ma anche all’estero, nel settore del riso. Un settore particolare che mostra molte realtà a conduzione familiare.

Con il tempo l’impresa risiera si è trasformata in tradizione di famiglia ed oggi è arrivata alla sesta generazione, un dato non da poco. Un passaggio generazionale è un momento delicato della vita aziendale. Proprio per questo motivo non sono molte le aziende familiari così di successo ad essere presenti nel mercato dopo tanto tempo, ovvero dopo ben sei generazioni.

Il motivo che sta dietro al vantaggio competitivo di questa realtà va oltre le aspettative proprio perché esce dalla sfera aziendale ed entra nell’ambito familiare. Riso Gallo ha saputo esaltare l’attaccamento all’azienda della famiglia fondatrice, sviluppando una realtà aperta al cambiamento. Saper coniugare le esigenze aziendali con i valori della famiglia ha permesso al business di continuare a crescere negli anni.

I numeri dell’azienda parlano chiaro. Un fatturato di circa 110 milioni di euro con una percentuale di esportazioni che tocca circa il 40%. L’attenzione ai mercati esteri è stata fondamentale, perché nel tempo si è rivelato un motore importantissimo per lo sviluppo dell’azienda. D’altro canto, l’attenzione al mercato internazionale del riso non è solo rivolta ai clienti e alle vendite ma anche ai competitors e alle sfide.

La presenza all’Invenicement Economic Forum sarà un’occasione per riprendere tutti questi temi. In questa ricorrenza il Dottor Preve parlerà della caratteristica peculiare della sua società: il riso? No, la famiglia!

Il Dottor Emanuele Preve attuale managing director della società, arriva da numerose esperienze internazionali nel settore del private equity e non solo. Dopo la conclusione della formazione, negli anni ha accumulato numerose esperienze nel settore della gestione degli investimenti, nel settore commerciale e nel controllo di gestione. Si potrebbe pensare che essendo la sesta generazione, tutte queste esperienze siano state maturate all’interno dell’azienda di famiglia. Non è così. Tutti questi aspetti sono spiegati nella conversazione di seguito.

 

Ci parli del suo percorso di formazione. Qual è la Sua esperienza scolastica? Le scelte che ha fatto anni fa in ambito accademico sono state un vantaggio per il Suo percorso professionale? Cosa consiglia a chi vorrebbe seguire un percorso analogo?
Dopo il liceo ho fatto il test di ammissione in Bocconi, Cattolica e Politecnico di Milano (il corso di Ingegneria Gestionale). Alla fine, mi hanno preso solo al Politecnico, nonostante all’inizio fossi un po’ timoroso mi è piaciuto molto ed ero contento del percorso che stavo facendo. Ho preferito laurearmi velocemente piuttosto che prendere bei voti, morale a 23 anni mi sono laureato in Ingegneria con 85/100 che era una soglia minima buona. Dopo essermi laureato ho iniziato a girare e ho fatto degli stage in Spagna (Polaroid), Inghilterra (Pirelli) e Francia (Credit Agricole) per iniziare a lavorare e soprattutto per imparare le lingue. Questo mi ha permesso di imparare bene le lingue ed iniziare a conoscere altre culture e modi di vita. Dopodiché sono rientrato in Italia ed ho trovato lavoro in BMW.
Quindi le scelte accademiche sono state un po’ casuali (risultato dei test) ma alla fine sono stato molto contento del percorso accademico.

Cosa l’ha spinta a lavorare per molti anni fuori l’azienda di famiglia?
Ho sempre considerato che fosse importante fare esperienza fuori l’azienda di famiglia. E poi, come racconterò in aula (all’INVEF ndr), visti i litigi che mio padre ha avuto con i suoi fratelli, che hanno portato alla separazione del gruppo, non era scontato che io entrassi in azienda essendoci già 2 miei fratelli. Quindi il mio percorso era programmato su quello che volevo e piaceva a me. Dopo alcuni anni e varie esperienze mio padre mi ha chiesto se volevo entrare e così è stato.

Come descrive la Sua posizione all’interno di Riso Gallo? Quali sono i suoi compiti e le principali mansioni? Qual è il Suo ruolo? Quali sono le cose a cui deve dedicare più tempo ed attenzione?
Il mio ruolo attualmente è quello di gestire la parte internazionale, con sede a Chiasso dove c’è la sede per l’estero. Da un punto di vista amministrativo e finanziario collaboro anche con la parte nazionale. E poi, ovviamente, essendo in 3 in famiglia, supportare nelle scelte del gruppo.

Com’è cambiato l’approccio allo sviluppo negli ultimi anni? Quali sono le maggiori sfide del futuro? Cambiamento, Lei associa più opportunità o minacce a questa parola?
Innanzitutto, non è così facile per un’azienda del largo consumo, per un prodotto così basico come il riso. Sicuramente ci sono delle opportunità ma anche è molto difficile perché non si tratta di vendere solo riso ma anche prodotti già pronti, quindi la concorrenza potrebbe derivare anche da altri settori/prodotti affini.
La sfida del futuro per le aziende del settore food sarà capire i trend delle nuove generazioni, capire cosa gli piace mangiare. La sfida è riuscire ad intercettare queste tendenze.

Come misura l’efficacia delle scelte che prende sia nel lungo che nel breve termine? Come fa a bilanciare le pressioni a breve termine con le esigenze a lungo termine?
È fondamentale cercare di dare le giuste priorità, che è la parte difficile della strategia. Da una parte ci sono le richieste esterne e gli input che arrivano dai collaboratori, dall’altro canto bisogna avere la sensibilità di capire cos’è urgente e cosa lo è meno. Ovviamente questo mix si comprende solo vivendo l’azienda.
La nostra è un’azienda familiare, l’azienda da un lato è parte della famiglia e al rovescio della medaglia rispecchia l’atteggiamento della famiglia. Proprio per questa nostra caratteristica siamo molto operativi e quindi corriamo il rischio di non soffermarci troppo sulle strategie future a lungo periodo. Questo è sicuramente è un problema che dobbiamo migliorare.

Ha mai partecipato ad eventi simili all’Invenicement Economic Forum? Quali sono le motivazioni che la spingono a partecipare? Quali sono le Sue aspettative per l’INVEF 2019?
In verità non ho mai partecipato ad eventi simili, quindi sono molto curioso ed imparerò qualcosa.