PADRE RICCO PADRE POVERO

Titolo di un libro rivoluzionario scritto da Robert Kiyosaki, un famoso scrittore e affarista americano. 

Cosa distingue un ricco da un povero oltre alla somma di denaro che hanno a disposizione? Si tratta di ingiustizia sociale, di differenze innate, di mancanza di motivazione? – I ricchi hanno qualcosa da insegnare ai poveri – afferma Kiyosaki nel suo libro e pagina dopo pagina regala pillole di saggezza finanziaria che per un cittadino medio possono rappresentare la chiave di svolta della propria vita.

La storia autobiografica di Robert si divide tra gli insegnamenti dati dal padre povero, padre naturale con impiego statale e dal padre ricco, ovvero padre di un suo caro amico che al contrario gestisce un’attività propria.

La contrapposizione tra le due figure paterne si basa sulle modalità di gestione del proprio denaro. Da una parte il padre povero lo incoraggiava a studiare molto per ottenere un posto di lavoro sicuro (come il suo da dipendente), mentre il padre ricco lo spronava a studiare per imparare a gestire una propria attività ed essere quindi un imprenditore.

Il concetto chiave, colonna portante di tutto il ragionamento alla base del libro, è la differenza tra attivo e passivo. Passivo è tutto ciò che provoca un’uscita di denaro: l’automobile, la casa, il telefono, elettrodomestici, ecc. Le persone “povere” comprano passivi, ovvero investono i propri soldi in acquisti che in futuro non frutteranno ma anzi si svalutano al momento dell’acquisto stesso, diventando quindi un costo. Attivo è tutto ciò che provoca entrate future in seguito ad un investimento iniziale: obbligazioni, azioni e immobili sono gli esempi più comuni. Le persone “ricche” investono in attivi. Spesso in varie pagine del suo libro, illustra il meccanismo di circolo delle entrate e delle uscite attraverso un banale cash flow familiare e dimostra quanto siano diverse le due prospettive.

Questo libro impartisce 8 lezioni fondamentali: 

  1. Il ricco non lavora per il denaro ma fa in modo che il denaro lavori per lui.
    In poche parole, è necessario investire in attivi perché nel futuro prossimo si viene ripagati
  2. Conoscere le basi dell’economia.
    Kiyosaki stressa molto la necessità di insegnare e trasmettere fin dai primi anni di scuola dei concetti di educazione finanziaria, ovvero di gestione delle proprie risorse. 
  3. Cura i tuoi interessi.
    Non finire per occuparsi solo di lavoro ma coltiva ciò che ti interessa veramente.
  4. Le tasse e il potere delle aziende.
    Conoscere le leggi e le norme per sfruttarle a proprio vantaggio in qualsiasi investimento ci si cimenti. Non subire le tasse, ma anticipare lo Stato. Generalmente il cittadino medio guadagna, paga le tasse e poi spende, ovviamente ciò che gli rimane. L’uomo ricco, invece, guadagna, spende e POI paga le tasse, dopo aver già soddisfatto i propri bisogni e desideri.
  5. I ricchi inventano il denaro.
    I ricchi colgono opportunità da situazioni apparentemente sfavorevoli. Non subiscono, ma si attivano per escogitare nuovi metodi per fare denaro.
  6. Lavora per imparare, non lavorare per il denaro.
    Tutti lo vorremmo, ma non tutti siamo consapevoli che è possibile. Spesso cita la cosiddetta trappola del criceto o corsa del topo, ovvero quell’inganno nel quale la maggior parte delle persone ricade: si guadagna, si pagano le tasse e si spende (se possibile), questo è il ciclo, ogni mese la stessa storia. 
  7. Il tempo è denaro.
    Noi spendiamo tempo per avere in cambio denaro… e se spendessimo del tempo per “educare” il denaro a lavorare per noi? Così il risparmio è doppio e ci rimane il tempo per dedicarci a ciò desideriamo. 
  8. Sfruttare il proprio potenziale.
    Sottolinea spesso che ogni essere umano possiede un grande potenziale, ma la paura del rischio frena le loro capacità imprenditoriali. I poveri sono alle volte persone molto intelligenti che non hanno mai avuto il coraggio di andare oltre le proprie paure. Spesso i ricchi non sono i più intelligenti ma i più audaci, intraprendenti e lungimiranti. 

È importante sottolineare la sfumatura che Kiyosaki dà ai termini ricco e povero. Alla fine di questo articolo è chiaro che la distinzione non è solo in termini di ricchezza (denaro che si possiede) ma in termini di saggezza finanziaria. Il povero è colui che vede lo stipendio come la prima e unica forma di sicurezza e fonte di ricchezza. Il povero è colui che, anche se gli verrà prestata un’ingente somma di denaro, tornerà povero. Il ricco è una persona umile che è in grado di generare ricchezza.

“Consiglierei di leggere questo libro a chiunque, non nella speranza che cambi il proprio pensiero ma nella speranza di diffondere consapevolezza. Una gestione delle proprie finanze lungimirante e responsabile – afferma Kiyosaki – può essere la chiave per vivere la vita che ognuno di noi ha sempre desiderato. Rischiare ma con consapevolezza, dedicando una parte del nostro tempo ad un’attività che di tempo ce ne regalerà.”