Scopre la sua passione per la finanza aziendale al liceo scientifico, che consolida con una laurea in Finanza tra l’università di Trieste e la Bocconi di Milano. Nel 2007 mette in atto le nozioni apprese presso Morgan Stanley di cui porta un bel ricordo, anche se breve poiché dopo 2 anni trova la sua stabilità presso Pictet Asset Management, ove da 10 anni si occupa di sviluppo della distribuzione dei fondi in Italia.

Come descrive la sua posizione all’interno di Pictet ?
Sales Director presso Pictet Asset Management è la carica rivestita da Luca Chiarella, si occupa di seguire i più importanti clienti a livello italiano. Una posizione sicuramente impegnativa, che “tra viaggi, impegni, pranzi e a volte anche cene” lascia poco tempo libero.

Com’è cambiata la situazione da quando ha iniziato a lavorare in Pictet, differenze con Morgan Stanley?

“Le due possiedono un DNA completamente diverso” -racconta Luca-”una americana e l’altra svizzera, con due modi di fare business completamente differenti. Mentre la prima punta a massimizzare gli utili nel breve periodo, la seconda adotta un approccio di lungo termine costruito per il cliente”.

Qual’è il suo mindset sul lavoro? Cosa vi distingue dagli altri?

Responsabilità, concentrazione e costanza. A fronte di un mandato per occuparsi della distribuzione dei fondi sul territorio italiano e non solo, un lavoro del genere richiede un elevato livello di imprenditorialità, dove gioca un ruolo decisivo l’implementazione delle scelte strategiche commericiali, costruite con dedizione e pazienza. Questo è ciò che contradistigue Pictet, oltre ad un’attenzione particolare per ogni esigenza del cliente, “aggiustando il tiro” e adattando gli investimenti alle situazioni più disparate.

Piani per il futuro? Un consiglio ai giovani imprenditori e studenti che sognano un futuro nel business?
In un mondo di distribuzione retail con solo strumenti che investono in public company, quindi società quotate, Luca ritiene che nel futuro per quanto riguarda la gestione del risparmio “dovranno essere proposte sempre più soluzioni da private company, quindi di natura illiquida”. Questo sembra essere l’obiettivo principale per l’avvenire.

Consiglio più spassionato non poteva dare Luca ai giovani: essenziale è l’esperienza all’estero, unico modo per ampliare la propria visione, mentalità ed entrare in contatto con differenti culture, acquisendo in tal modo una percezione d’insieme notevolmente più ampia.

Chi è la sua figura di riferimento? Qual è il suo motto?

Nessun grande modello da seguire, ma Luca una tips vuole lasciarla, fermamente convinto:“se c’è una cosa che paga è il lavoro di squadra, quindi la cosa più importante è la compartecipazione agli obiettivi comuni tenendosi il più lontano possibile dalle vecchie logiche lavorative”.