CONSIDI, UNA BOUTIQUE DI CONSULENZA SPECIALISTICA

Laureato in ingegneria gestionale all’Università degli Studi di Padova, Gianni Dal Pozzo, è oggil’amministratore delegato di CONSIDI, uno dei marchi storici di riferimento nel panorama della consulenza direzionale in Italia e nell’implementazione dei modelli lean, grazie anche alla partnership esclusiva perl’Italia e l’Europa con Toyota Engineering Corporation.

“Ci occupiamo di incrementare la competitività delle imprese, agendo sull’ottimizzazione e l’innovazione dei processi e dei prodotti attraverso la caccia agli sprechi , la qualità totale, l’attenzione ai tempi e ai costi e la volontà di far crescere le risorse umane”.

Il 4 Aprile Gianni Dal Pozzo sarà all’Invenicement Economic Forum.CONSIDI partecipando alla Tavola Rotonda “Il futuro: cambiamento, opportunità e sfide”

Quali sono le sfide del futuro per un’impresa?

Oggi le imprese si trovano ad affrontare dei cambiamenti profondi, caratterizzati da quattro megatrend chestanno fortemente condizionando l’ambiente e il mercato. In primis la servitization, ossia il passaggio dal concetto di possesso a quello di utilizzo di un prodotto; oggi il vero valore per il consumatore sta nel servizio, nel senso di utilità più che nel bene in sé, come dimostra il successo delle società che conpiattaforme informatiche gestiscono servizi senza averne l’asset. Il secondo trend è la mass customization,ossia la tendenza a creare prodotti su misura per il consumatore, valorizzando quell’approccio sartoriale in cui l’Italia è maestra. Altro trend con cui le aziende si devono necessariamente confrontare è la crescenteattenzione al green, alla salute, all’ambiente e alla sostenibilità, tutti aspetti sintetizzati nel concetto dicircular economy. L’ultimo trend, e per me il più dirompente, è la digital transformation, che possiamo sintetizzare in smart process, smart product e smart strategy.

È facile intraprendere un percorso di “digital transformation”?

Dal punto di vista tecnico non è difficile, perché oggi le tecnologie sono molto più accessibili di qualche anno fa, in termini di costi e di reperibilità. Ma per cogliere la grande opportunità che la digital transformation abilita, si deve fare un salto culturale e avere una chiara visione strategica. Siamo entrati nella 4 Rivoluzione Industriale, che ci accompagnerà per i prossimi dieci anni almeno; per cogliere la grande opportunità che questo ci offre è necessario puntare sul coinvolgimento delle persone, sulla conoscenzadistribuita sul campo, sull’orientamento ai processi , sull’attenzione all’analisi del dato su una visionecustomer-centric .

Le prime a sperimentare la digital transformation sono state le grandi aziende, ma oggi sono sempre di più anche le piccole medie imprese che hanno raccolto la sfida e stanno costruendo su queste tecnologie abilitanti il proprio vantaggio competitivo.

Di che cosa occupa in quanto amministratore delegato di Considi? Quali sono gli obiettivi futuri della vostra azienda?

Essere Amministratore Delegato di Considi non significa solo avere la responsabilità del conto economico, ma anche, e soprattutto saper gestire la crescita e lo sviluppo delle nostre risorse interne e della nostra offerta, con una costante ricerca dell’innovazione e del valore per i clienti. Significa credere ogni giorno in quello che facciamo, con passione ed energia, e riuscire a comunicarlo bene sia dentro che fuori Considi, consentendo così una crescita continua e sostenibile.

Crescere per noi vuol dire coltivare il nostro capitale umano, sviluppare nuovi servizi, aggredire nuovi territori. E questo significa saper governare una complessità crescente. Negli ultimi anni siamo passati da una dimensione ancorata al nord est a una dimensione nazionale; oggi siamo sempre più impegnati, a fianco ai nostri clienti, anche in progetti internazionali. Dal punto di vista delle metodologie il futuro è digital ,quindi il nostro focus è sempre più orientato ad aumentare la competitività aziendale attraversol’utilizzo delle tecnologie abilitanti in coerenza ai megatrend.

Quali consigli darebbe agli studenti che voglio diventare degli imprenditori? Fare l’imprenditore adesso è diverso dal fare l’imprenditore una ventina di anni fa: cosa è cambiato?

Oggi un percorso imprenditoriale nasce da un’idea, da una visione. Il consiglio che darei a un giovane è, per prima cosa, di costruire una base solida di competenze che, partendo da quanto appreso all’università, sirafforzi sul campo. Per fare questo è importantissimo trovare un ambiente lavorativo “fertile” e il capo“giusto”. Parallelamente è fondamentale mettere passione in quello che si fa, perché questa, unita a un po’di fortuna, è la vera leva per il successo.

Credo sia più difficile essere imprenditori oggi rispetto a venti/trent’anni fa, perché penso che i giovani imprenditori di allora avessero un’intraprendenza e uno spirito di sacrificio che oggi è più difficile trovare in chi si affaccia al mondo del lavoro. Inoltre quello era un periodo di forte crescita economica, dove era piùfacile costruire un’impresa partendo da una buona idea, anche non necessariamente propria, e mettendociun po’ di sacrificio, intraprendenza e passione. Oggi creare una piccola impresa a partire da zero, in un mercato stagnante, di difficile accesso al capitale, è molto più difficile. E questo purtroppo in Italia è ancor più marcato che in altri Paesi; da noi ci sono tutte le condizioni per non diventare imprenditori. Eppurequalche giovane intraprendente c’è, e il fenomeno delle start up lo dimostra. Ma la domanda è: quante delle migliaia di startup poi diventano delle imprese?

Quali motivazioni l’hanno spinta a accettare l’invito all’Invenicement Economic Forum?

Ho accettato volentieri di partecipare a questo evento per portare ai giovan la mia testimonianza e sensibilizzarli sul grande cambiamento che stiamo vivendo. Credo che questo periodo possa presentare delle grandi opportunità soprattutto legate all’utilizzo delle tecnologie, e chi sarà capace di coglierle, conumiltà, impegno e passione, potrà costruire un percorso di successo.