Fintech: perché nel 2019 continuerà a crescere

Il 2018 è stato davvero un anno da record per la tecnologia finanziaria (Fintech) e il futuro del settore appare sempre più luminoso. Banche ed assicurazioni, aggredite dal passo delle startup fintech e dei grandi giganti tecnologici che stanno entrando nel settore bancario, come Google e Facebook, sono in fase di investimento frenetico per innovarsi. Stando a quanto riportato da CB Insights, il livello dei finanziamenti in servizi di tecnologia finanziaria nel 2018 ha raggiunto i 10.9 miliardi di dollari solo negli USA, superando sia il mercato delle intelligenze artificiali (A.I.) che della salute (health-tech), fermatisi rispettivamente a 9.3 e 8.6 miliardi.

 

Questo crescente volume di investimenti rispecchia il valore di queste tecnologie e il loro apprezzamento da parte di un pubblico sempre più desideroso di servizi all’avanguardia. Ciò continuerà a posizionare il fintech in un ruolo chiave nel panorama dei servizi finanziari.

 

Cos’è il Fintech?

Da un sondaggio di EY, la percentuale di consumatori nel mondo che utilizza due o più servizi tecno-finanziari è salita al 35%, ma gli utenti spesso non sono a conoscenza del fatto che le applicazioni dei servizi che usano giornalmente siano considerate fintech. Facciamo chiarezza.

Il termine inglese Fintech sta per “financial technology” e indica quella fornitura di servizi e prodotti finanziari erogati attraverso le più moderne tecnologie informatiche. Si tratta di un’industria multimiliardaria in forte crescita che sta cambiando il modo in cui facciamo acquisti, otteniamo prestiti, risparmiamo e ci rapportiamo con le banche.

I soggetti maggiormente coinvolti in questo processo sono le startup che hanno saputo innovare e catturare l’attenzione del pubblico. Nel Regno Unito, la nazione europea con il più alto numero di unicorni (le startup valutate più di un miliardo di euro), su sette unicorni ben quattro sono posizionati nel fintech. Tra questi ci sono Revolut e Transferwise, due società che hanno rispettivamente tre ed otto anni e valgono complessivamente 2.7 miliardi di dollari.

Anche istituti in ambito bancario e assicurativo sono artefici di questa trasformazione e stanno investendo nello sviluppo interno o nell’acquisizione di progetti fintech. Questi ultimi, però, rischiano di rimanere indietro per la possibile concorrenza di giganti come Google, Apple, Facebook e Amazon, che da settembre prossimo potrebbero anche fare da banca grazie alla direttiva Psd2.

Tutta questa competizione in questo settore contribuirà a incentivare l’innovazione. Renderà, inoltre, più difficile la vita alle piccole startup, ma sarà un beneficio per l’industria nel suo complesso.

 

Quali sono le tendenze Fintech che guideranno il 2019?

Il 2019 sarà un anno chiave per quanto riguarda il Fintech. L’industria si sta evolvendo con le ultime tecnologie e il pubblico sembra pronto per ricevere le novità di questo settore.

All’interno del parco Fintech le cinque tendenze più significative sono le seguenti:

  1. Tecnologia Mobile: la forte tendenza verso l’uso dei dispositivi mobili ha portato i servizi finanziari a diventare sempre più mobile-friendly. Grazie al mobile banking, i clienti possono gestire il loro denaro in comodità senza doversi recare in filiale.
  2. Banche solo digitali: mentre sempre più persone usano gli smartphone per le transazioni finanziarie, il numero di banche senza filiali fisiche sta aumentando. Alcuni esempi sono Revolut e N26. Queste banche digitali permettono ai loro clienti di gestire il loro denaro tramite app per dispositivi mobili.
  3. Tecnologia biometrica: la sicurezza, per l’industria del Fintech, è diventata una priorità nell’era digitale. L’uso della tecnologia biometrica è la soluzione più efficiente per prevenire le frodi.
  4. Tecnologia blockchain: l’industria dei servizi finanziari continuerà a concentrarsi su questa tecnologia a causa della sua trasparenza e dei contratti intelligenti che possono automatizzare le operazioni finanziarie.
  5. Intelligenza artificiale: l’utilizzo di questa tecnologia nel Fintech sarà indispensabile per risparmiare tempo in attività come l’analisi dei dati e sarà impiegata per creare chatbot e robo-advisor.

 

Per ciascuna di queste tendenze moltissime startup nascono e ottengono finanziamenti con l’obiettivo di innovare il sistema finanziario tradizionale, creando un modello più conveniente per il cliente in quanto alla velocità, alla qualità e all’esperienza offerta e più efficiente, perché basato sulle più recenti tecnologie.

Queste iniziative, però, devono stare in contatto con il pubblico e apparire affidabili, conquistando, così, la fiducia del consumatore che potrebbe non volere abbondonare il modello classico.

 

I numeri in Italia

Anche in Italia, un paese che da sempre si è dimostrato particolarmente lento nell’adozione di nuove tecnologie, l’ecosistema fintech sembra essere maturo. Secondo i dati dell’Osservatorio Fintech e Insurtech del Politecnico di Milano otto startup del fintech in Italia hanno già superato il milione di euro di finanziamenti ricevuti, con la startup dei pagamenti digitali Satispay che ha chiuso un round di finanziamenti da ben 10 milioni di euro nel 2018 ed è la prima società italiana a entrare nella classifica delle top 100 aziende fintech al mondo.

Inoltre, stando a quanto riportato dall’omonimo Osservatorio, 11 milioni di italiani hanno utilizzato almeno un servizio fintech nel 2018 e ne sono rimasti soddisfatti: particolarmente apprezzati sono risultati i servizi di mobile payment, i servizi per gestire il budget, i servizi per trasferire denaro istantaneamente tra privati e i servizi per la gestione digitale dei sinistri.

Marco Giorgini, responsabile dell’Osservatorio, commenta così lo scenario italiano in questo contesto: “Il digitale sta rivoluzionando l’ecosistema finanziario italiano favorendo la nascita di attori innovativi, ma bisogna accelerare il processo di trasformazione digitale per non farsi trovare impreparati. È necessario approfittare delle opportunità offerte da nuove tecnologie come la blockchain e le piattaforme di robo-advisor per proporre nuovi servizi di valore”.

 

 

Conclusione

Sono ormai pochi i dubbi che proprio questo settore abbia acceso il vero motore del cambiamento dei servizi bancari, modificando profondamente il modo di operare delle banche. Il Fintech è certamente un nuovo mercato e può essere definito come la finanza del XXI secolo. Tra un paio d’anni potremmo trovarci a parlare di e-finance con la stessa semplicità con cui oggi parliamo di e-commerce. Come ha affermato Paul Grady, socio di Sequoia Capital (un’impresa di venture capital che ha finanziato società diventate icone dell’high-tech USA), “Se volete sognare un po’, l’intero sistema finanziario mondiale potrebbe essere presto ridisegnato con nuove società che vediamo nascere oggi”. Giusto per non smettere di sognare, continueremo a parlarne.

 

 

Andrea Pellizzer